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Il libro dietro la storia: “Il mio piede sinistro”.

Dentro ad una storia sapiente, in particolar modo la prima, l’Onda, c’è un riferimento esplicito ad un film “Il mio piede sinistro”, con Daniel Day-Lewis.

Ho ritrovato dopo molto tempo il libro da cui è tratto il film.

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L’onda

8.

L’onda

(Tratto da 101-Storie sapienti dal sottoscuola)

Si comincia dalla fine.

Si comincia dal terzo anno.

Scena prima.

Io: “Ma voi l’avete vista l’onda?”

Loro: “Nooooooooooooo ancora?”

Io: “Perchè ve l’ho già chiesto?”

Loro: “Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii prof dieci volte!!!”

S: “Tre volte in prima.”

P: “Tre volte in seconda”

T: “Quattro volte in quarta.”

Io: “(Ma voi non siete la terza?)

T: “Sì prof ma io ripeto…”

Io: “Ah ho capito. Quindi non ne parlo. E il mio piede sinistro? L’avete visto?”

S: “Che schifo prof quello mai!!!”

Io: “Come che schifo?”

P: “Cioè una volta io un piede di un prof l’ho visto ma era al mare.”

T: “A giugno gita a finale c’ero anch’io ma era un’altra scuola

P: “Miiiiii le ragazze di quarta si erano scottate i piedi ma continuavano a ballare“

Ma non li hai visti tutti e due?

Sì ma lui ha chiesto il sinistro

E che precisa che sei

Io Noooooooooo ma io dicevo il film “il mio piede sinistro”,  Quello con l’attore che ha fatto il film su lincoln

E poi anche l’ultimodeimohicani

E quello sull’ira.

Come si fa a fare un film sull’ira? Meglio,uno sull’amore.

E poi nessuno

No ma sull’ira nel senso di I.R.A., indipendenza irlanda del nord, non nel senso dell’emozione

Io l’avevo capito

Io no ma un film sull’amore è sempre bello da vedere

A me piacciono gli horror

Allora sei apposto quando ti guardi allo specchio nemmeno paghi il biglietto

Loro: ” ahahahahahahahaha”

Ragazzi conteniamoci. Torniamo ai film.

Sono due film molto diversi mammolto significativi.

” io però non ti insulto anche se sei un cesso”

Oh ma era una battuta vedi che ti offendi per nulla?

Ragazze torniamo al punto? Possibile che non si riesca a scherzare senza insultare?

Poi sempre sulla bellezza o bruttezza. Due cose:

1. La bellezza è dentro, non fuori;

2. Niente può ferirvi senza il vostro consenso;

3. Siete voi che decidete cosa vi fa male oppure no;

4. Per essere rispettati dovete in primo luogo rispettare.

5 torniamo ai film

Ok prof scusa t

Si scusa p

Oh vi siete appena chieste scusa?

Si non era quello che voleva?

Io: “Sì, cioè no!

Cioè, non vuole che ci chiediamo scusa

Sì, voglio che vi chiediate scusa ma anche no, non voglio che vi chiediate scusa dopo ma voglio che vi rispettiate prima di insultarvi

Vabbè prof come vuole lei (a parte: A questo non va mai bene niente…)

S: Prof

Sì?

Andiamo avanti?

Sì, andiamo avanti…

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Storia sapiente 15: Il Grande Essere.

Per gentile concessione, pubblico, per scopi banalmente promozionale, la quindicesima storiasapiente.

Storia Sapiente 15.

Il Grande Essere

Il grande essere aveva i capelli di Bob Marley e la voce di Otis Redding.

Mi parlò una mattina di dicembre e mi insegnò il potere delle Parole.

(Una volta avevo sentito che Soldati aveva sviluppato “la poetica delle parole” e allora mi era venuto da pensare alla guerra e al significato della violenza nel mondo ma il Grande Essere si mise ad intralciare i miei pensieri dandomi tutte le risposte di cui avevo bisogno)

Iniziò a parlare in quella mattina fredda di dicembre finì un mese dopo.

La sua luce era in me, sempre.

Io lo ascoltavo pieno di fervore.

La prima frase del grande essere fu questa:

“Partiamo dal presupposto che ogni persona è una poesia, mio caro amico sceltissimo e che ogni poesia va tenuta nella più alta considerazione…” e così via per mezz’ora con citazioni dottrinali e sofisticherie illuminanti.

Alla prima pausa (forse non c’era stata nessuna pausa) mi venne in mente la domanda perfetta: “Maestro se ogni persona è una poesia chi ha scritto tutte le poesie?”

E Il grande essere rispose: ”Innanzitutto non sono Maestro e non esistono maestri. Sei tu il tuo maestro. Per rispondere alla tua domanda dovrei essere a conoscenza dell’Indissolubile ma io sono solo il Grande Essere: sono, non conosco”.

E si rimise a parlare di ogni cosa in modo così semplice e profondo allo stesso tempo che mi lasciai trasportare nei suoi pensieri. Facevo la vita di tutti i giorni: lavoravo, mangiavo, parlavo con i miei amici, con i miei figli, intonacavo pareti, spostavo mobili, cucinavo ricette indiane, imparavo il francese al corso del martedì…e in tutte queste cose, per tutto l’intero mese il Grande Essere mi parlò ed ero in pace perché sapevo di poter essere qualcosa, una poesia forse, senza preoccuparmi di conoscere.

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Poesia

Poesia n*6

Colui che impara

Prima costruii sulla sabbia,
poi costruii sulla roccia.
Quando la roccia crollò
non ho più costruito su nulla.
Poi ancora talvolta costruivo
su sabbia e roccia, come capitava, ma
avevo imparato.

Coloro ai quali affidavo la lettera
la buttavano via. Ma chi non curavo
me la riportava.
Allora ho imparato.

Le mie disposizioni non furono rispettate.
Quando giunsi, m’avvidi
che erano sbagliate. Era stato fatto
quel che era giusto.
Cosí ho imparato.

Le cicatrici dolgono
nel tempo di gelo.
Ma spesso dico: solo la fossa
non mi insegnerà più nulla.

(Bertolt Brecht)

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Giorno n*6 (giornon5andato)

Il giorno n*5 è semplicemente scomparso, inghiottito dall’onda lunga della paura, del risentimento, della noia.
Il giorno 6 invece è stato il giorno della consapevolezza, dell’autodisciplina.
Un asciutto asciutto, compatto.

Una descrizione della paura è questa qui sotto:

“La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e all’improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane, i medici avevano fatto diagnosi, e medicine gli avevano dato da riempire tutto il piano del comò: ma non sapevano niente, i medici, della sua paura”.
(Leonardo Sciascia, Il giorno della Civetta)

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Scrivere

Manuale di rinascita rapidissima per anime spappolate

(volevo usare consunte e non spappolate ma non volevo fare quello che vuole fare lo scrittore)

Introduzione
Il manuale verte su alcune pratiche riconosciute in ambito internazionale in merito alla ristrutturazione di profili psicologici altamente compromessi, di identità completamente annientate dal livore e dall’incapacità di sollevare difese nei confronti delle forze del male e cose così.
Capitolo 1
Che cos’è un’anima. Qui scatta l’excursus onnicomprensivo che tutti salteranno dicendo invece di averlo letto e trovato interessantissimo….
Capitolo 2
Che cos’è un’anima spappolata
Qui si va dallo psicologismo più spinto alla spiritualità a buon mercato, passando per qualche decina di formule preconfezionate che vanno sempre alla grande.
Capitolo 3. Che fare?
Qui parte il programma in 134 punti, svolti nei successivi capitoli

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Giorno n*4

Ricevo e volentieri pubblico.

Dialogo tra un’appasionata della grecia antica e un suo amico
Lei: “Quando avrò un figlio lo chiamerò Eucalione.
Lui: “Quando avrò un figlio lo chiamerò Pezzodimerda”.
Fine

Da questo dialogo si potrebbe creare un’altra storia:
“La vera storia di Deucalione e Pezzodimerda”

Nel quarto giorno è un ottimo spunto

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