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Autopubblicazione come autoterapia

Autopubblicare un libro è come farsi terapia da soli: si evita il contatto con un Terzo, con la mediazione, con la Realtà.

Il meccanismo è spiegato da Recalcati nel libro su Telemaco, quando parla dell’eredità dei padri. L’idea è: non si può fare tutto da soli, ricominciare da capo come se niente fosse, da zero. L’eredità del padre va accettata, accolta, interiorizzata. Altrimenti rischiamo di non essere davvero adulti completi.

Chi rifiuta il Terzo, la mediazione, rimane nel limbo, non cresce, non diventa davvero se stesso.

Oltre al fatto di riconoscere il valore in sé dell’autopubblicazione, forse allora c’è questo elemento in quello che sto facendo: il non voler crescere. A tutti i costi.

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