101storiesapienti, Scrivere

Il libro dietro la storia: “Il mio piede sinistro”.

Dentro ad una storia sapiente, in particolar modo la prima, l’Onda, c’è un riferimento esplicito ad un film “Il mio piede sinistro”, con Daniel Day-Lewis.

Ho ritrovato dopo molto tempo il libro da cui è tratto il film.

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101storiesapienti, emozioni

L’arte di andare su tutte le furie.

 

 

Qual è l’origine della rabbia?

Di norma la rabbia in quanto emozione scaturisce da uno stato di frustrazione, fisica o psicologica.

Senza entrare nei dettagli, un tempo non mi arrabbiavo mai, nemmeno per le cose peggiori.

Nel momento attuale, nella mia esistenza attuale, spesso mi capita di essere arrabbiato.

Non sto qui a riflettere sul perché sono arrabbiato.

Dico solo che uno dei motivi della rabbia è la fuga dal momento presente.

Quando penso al futuro o al passato, il presente, l’attimo, scompare. E mi arrabbio.

 

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101storiesapienti, scrittura, scuola

L’onda

8.

L’onda

(Tratto da 101-Storie sapienti dal sottoscuola)

Si comincia dalla fine.

Si comincia dal terzo anno.

Scena prima.

Io: “Ma voi l’avete vista l’onda?”

Loro: “Nooooooooooooo ancora?”

Io: “Perchè ve l’ho già chiesto?”

Loro: “Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii prof dieci volte!!!”

S: “Tre volte in prima.”

P: “Tre volte in seconda”

T: “Quattro volte in quarta.”

Io: “(Ma voi non siete la terza?)

T: “Sì prof ma io ripeto…”

Io: “Ah ho capito. Quindi non ne parlo. E il mio piede sinistro? L’avete visto?”

S: “Che schifo prof quello mai!!!”

Io: “Come che schifo?”

P: “Cioè una volta io un piede di un prof l’ho visto ma era al mare.”

T: “A giugno gita a finale c’ero anch’io ma era un’altra scuola

P: “Miiiiii le ragazze di quarta si erano scottate i piedi ma continuavano a ballare“

Ma non li hai visti tutti e due?

Sì ma lui ha chiesto il sinistro

E che precisa che sei

Io Noooooooooo ma io dicevo il film “il mio piede sinistro”,  Quello con l’attore che ha fatto il film su lincoln

E poi anche l’ultimodeimohicani

E quello sull’ira.

Come si fa a fare un film sull’ira? Meglio,uno sull’amore.

E poi nessuno

No ma sull’ira nel senso di I.R.A., indipendenza irlanda del nord, non nel senso dell’emozione

Io l’avevo capito

Io no ma un film sull’amore è sempre bello da vedere

A me piacciono gli horror

Allora sei apposto quando ti guardi allo specchio nemmeno paghi il biglietto

Loro: ” ahahahahahahahaha”

Ragazzi conteniamoci. Torniamo ai film.

Sono due film molto diversi mammolto significativi.

” io però non ti insulto anche se sei un cesso”

Oh ma era una battuta vedi che ti offendi per nulla?

Ragazze torniamo al punto? Possibile che non si riesca a scherzare senza insultare?

Poi sempre sulla bellezza o bruttezza. Due cose:

1. La bellezza è dentro, non fuori;

2. Niente può ferirvi senza il vostro consenso;

3. Siete voi che decidete cosa vi fa male oppure no;

4. Per essere rispettati dovete in primo luogo rispettare.

5 torniamo ai film

Ok prof scusa t

Si scusa p

Oh vi siete appena chieste scusa?

Si non era quello che voleva?

Io: “Sì, cioè no!

Cioè, non vuole che ci chiediamo scusa

Sì, voglio che vi chiediate scusa ma anche no, non voglio che vi chiediate scusa dopo ma voglio che vi rispettiate prima di insultarvi

Vabbè prof come vuole lei (a parte: A questo non va mai bene niente…)

S: Prof

Sì?

Andiamo avanti?

Sì, andiamo avanti…

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101storiesapienti, psicanalisi, psicologia, Recalcati, scrittura, Scrivere, terapia

Autopubblicazione come autoterapia

Autopubblicare un libro è come farsi terapia da soli: si evita il contatto con un Terzo, con la mediazione, con la Realtà.

Il meccanismo è spiegato da Recalcati nel libro su Telemaco, quando parla dell’eredità dei padri. L’idea è: non si può fare tutto da soli, ricominciare da capo come se niente fosse, da zero. L’eredità del padre va accettata, accolta, interiorizzata. Altrimenti rischiamo di non essere davvero adulti completi.

Chi rifiuta il Terzo, la mediazione, rimane nel limbo, non cresce, non diventa davvero se stesso.

Oltre al fatto di riconoscere il valore in sé dell’autopubblicazione, forse allora c’è questo elemento in quello che sto facendo: il non voler crescere. A tutti i costi.

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