scuola

Ho visto che…n*1: i prof

Premessa doverosa: non ho la tv. Le mie fonti sono i quotidiani, la rete, i miei allievi.

In ogni caso, ho visto che:

1) D’Avenia ha una pagina facebook e a me è piaciuta, nel senso che è inserita nel mio flusso di notizie da un pò di tempo.

2) D’Avenia fa conferenze in giro per l’Italia parlando di letteratura. In un suo post scrive:

“Io sono solo un postino che porta le belle lettere di altri alla gente della strada, a cui anche io appartengo. Questo fa un insegnante”.

E questa cosa qui mi piace perché mi pareva fosse un pò snob invece magari, almeno a parole, non lo è.
Che poi per me sono snob tutti quelli che non conosco, a pensarci bene.
Sono snob solo perché non li conosco.
E allora non li voglio conoscere.
Chiamasi meccanismo di difesa.

Il punto in questione è un altro, comunque.
Mi sento un insegnante nel senso che sono parte integrante della gente. Vivo nello stesso contesto sociale e culturale dei miei allievi.
Non arrivo da un altro posto ad imporre conoscenza.
Faccio scoprire e nel frattempo imparo ad ascoltare.

3) Un collega è stato molestato da una sua classe e il tutto è stato ripreso e messo in rete.
Trovo il tutto mortificante per il collega.
La spiegazione di un evento del genere va contestualizzata e approfondita. Inutile perdersi in proclami generici e moralistici sulla brutalità delle nuove generazioni e così via.
Le classi (alunni più insegnanti) non esistono nel vuoto.
Sono inserite in un contesto istituzionale prima (la scuola) e sociale poi (il territorio.
Quali sono le condizioni che hanno portato quei ragazzi a permettersi di calpestare non solo la dignità di un individuo ma anche le più semplici regole di convivenza?
Le responsabilità sono già state individuate e chi doveva pagare ha pagato.
La domanda da porsi è: come si è arrivati a quel punto?

Advertisements
Standard

2 thoughts on “Ho visto che…n*1: i prof

    • Scusa il ritardo nel rispondere…non commenta mai nessuno e non ci sono abituato…non so se è sinonimo di qualità. Di certo sono costretto ad occupare diversamente il tempo. Ad esempio leggere o stare con i figli. Cose così. Decisamente banali ma ho perso fin troppo tempo in questi anni. Ciao.

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.