Education Plan: qui non si butta via nulla.

 ‘Trattato di educazione generale, adattato all’uso di pubbliche lezioni, tradotto dal tedesco. – Milano, Imp. Regia Stamp. 1827 vincentius eduardus milde (archiepiscopus vindobonensis)’

Sarebbe come dire che:

1) non puoi partire dal fondo o da metà: si comincia dall’inizio e si finisce nella fine;

2) fine ed inizio sono già programmati ex ante, in anticipo;

3) l’insegnante decide da cosa si inizia e dove si va a finire.

Sarebbe come dire che:

1) i nuovi mezzi tecnologici non servono a nulla, da questo punto di vista: la relazione è sempre la stessa, la trasmissione dei saperi funziona ancora come nel passato;

2) la natura del sapere e della conoscenza è cristallizzata, statica, ontologicamente determinata. E l’ontologia di cui si parla qui è quella solida, forte, realistica all’ennesima potenza. Il reale è la fuori, da qualche parte, e ci dobbiamo adattare.

Alla fine credo che la scuola, almeno la scuola superiore, almeno in Italia, sia ancora in questa fase, più o meno.

Nonostante tutte le cosmesi.

 

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